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L’informatica? È un’olimpiade!
Lo scorso 29 settembre si sono svolte le Olimpiadi Italiane di Informatica.
In un mondo governato dalla tecnologia e dalle reti digitali, la formazione scientifica riveste un ruolo sempre più importante: il valore aggiunto di un’elevata competenza tecnica è infatti in grado di dare solidi risultati in ambito professionale.
Con questo spirito si sono svolte lo scorso 29 settembre le Olimpiadi Italiane di Informatica, appuntamento annuale che dal 2000 mette alla prova gli studenti più “smanettoni” del paese.
Alla competizione, organizzata da AICA (Associazione Italiana per l’Informatica) in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, partecipano ogni anno 80 studenti da 400 istituti superiori; ai concorrenti più meritevoli vengono assegnate 35 medaglie (5 d’oro, 10 d’argento e 20 di bronzo), mentre i 4 vincitori hanno la possibilità di essere seguiti nel corso dell’anno da un team di docenti e dottorandi in informatica in preparazione alle Olimpiadi Internazionali che, nel 2012, si terranno in Italia. Nella suggestiva cornice di Sirmione (Bs) 350 studenti da 80 paesi si sfideranno a colpi di algoritmi e codici per ottenere la vittoria.
L’informatica è una disciplina estremamente complessa, in cui accanto alla formazione teorica giocano un ruolo importante la curiosità, l’intelligenza e il problem solving: affrontare i problemi e accettare le sfide sono i tratti distintivi di un buon programmatore.
Si tratta di caratteristiche che si riscontrano primariamente in modelli formativi meno mnemonici e più improntati alla sfida individuale, come ad esempio i paesi dell’Europa Orientale e del Sud-Est asiatico; non a caso, infatti, ad aggiudicarsi la competizione sono quasi sempre studenti cinesi, coreani, bulgari e ungheresi.
Le Olimpiadi Internazionali rappresentano un ottimo modo per premiare i talenti e rafforzare la divulgazione scientifica, a tutto vantaggio del progresso della società. E, chissà, magari scoprire il prossimo Steve Jobs.
